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AI · ENERGIA · INFRASTRUTTURE

L’AI ha bisogno di elettricità

Data centre, reti e il costo materiale dell’intelligenza digitale

ABSTRACT

Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, il consumo elettrico dei data centre potrebbe più che raddoppiare entro il 2030, fino a circa 945 TWh nello scenario di base. Il vincolo non è soltanto quanta energia viene prodotta: connessioni alla rete, tempi di costruzione e concentrazione geografica possono rallentare i progetti e rendere visibili i costi locali del calcolo.

In breve

Ogni risposta generata da un modello ha una base fisica: server, raffreddamento, reti e centrali. La crescita dei data centre rende questa base più visibile. L’International Energy Agency (IEA) stima che nel 2024 i data centre abbiano consumato circa 415 terawattora (TWh), l’1,5% dell’elettricità mondiale. Nello scenario di base, il consumo potrebbe salire a circa 945 TWh nel 2030.

Non è solo una questione di generazione

Le cifre globali nascondono forti concentrazioni territoriali. Nel 2024 Stati Uniti, Cina ed Europa rappresentavano rispettivamente il 45%, 25% e 15% del consumo dei data centre secondo l’IEA. Anche se la quota mondiale resta relativamente contenuta, l’impatto nei singoli territori può essere rilevante: le infrastrutture informatiche si concentrano in pochi nodi e competono per connessioni, potenza disponibile e componenti.

La rete è un vincolo concreto. L’IEA stima che, senza interventi, circa il 20% dei progetti di data centre pianificati potrebbe subire ritardi. Nelle economie avanzate costruire nuove linee di trasmissione può richiedere da quattro a otto anni; i tempi di attesa per trasformatori e cavi critici sono raddoppiati in tre anni. Un data centre annunciato non equivale dunque a capacità di calcolo pronta all’uso.

Previsioni, non certezze

La stima di 945 TWh per il 2030 è uno scenario, non una misura futura certa. L’IEA evidenzia incertezze nell’adozione dell’AI, nei guadagni di efficienza, nella composizione dei carichi e nella velocità con cui si costruiscono reti e impianti. Nei suoi scenari per il 2035 la domanda dei data centre varia da circa 700 a 1.700 TWh.

Anche la risposta energetica è composita: rinnovabili, gas e nucleare contribuiscono in proporzioni diverse secondo il luogo e lo scenario. La domanda decisiva per un nuovo sito è quindi locale: quando può ottenere una connessione, quale mix alimenterà il carico e quale effetto avrà su prezzi, reti e altri consumatori?

Una questione strategica per le imprese

Per le aziende che acquistano servizi AI, l’impronta non dipende solo dal modello, ma anche da quante volte viene usato, dal carico di lavoro e dal luogo in cui gira. La sostenibilità non si ricava da un singolo dato generale sui consumi: servono misure comparabili per servizio e attività, con trasparenza sulle assunzioni.

Per chi pianifica infrastrutture, la disponibilità di rete può diventare un fattore di competitività quanto il capitale o i chip. Efficienza, flessibilità dei carichi e localizzazione in aree con capacità disponibile possono ridurre colli di bottiglia, ma non sostituiscono investimenti nella rete.

La domanda

L’AI viene spesso descritta come immateriale perché si usa attraverso uno schermo. La sua espansione dipenderà invece anche da decisioni molto concrete su energia, territorio e infrastrutture. Chi sosterrà i costi locali del calcolo, e chi ne riceverà i benefici?

Fonti essenziali

Nota metodologica

Le cifre sono stime e scenari IEA pubblicati nel 2025, non dati consuntivi per gli anni futuri. I risultati dipendono da ipotesi esplicite su domanda, efficienza e realizzazione delle infrastrutture.

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